La proposta, ad oggi ferma al Senato, è nata per contrastare omotransfobia, misoginia e abilismo, ma quali saranno gli effetti nella nostra società e, in particolare, nel nostro sistema di istruzione e formazione?

Abbiamo a cuore e difendiamo le libertà individuali ivi incluse quelle sessuali, contrastiamo ogni discriminazione nei confronti di trans, etero e gay, e certo si può condividere l’idea di inasprire le pene (il ddl prevede, infatti, la modifiche degli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale: l’istigazione a commettere o l’aver commesso atti di discriminazioneper motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi includerà anche “il sesso, il genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere”. È escluso il reato di “propaganda a delinquere”).

Ma la riflessione è un’altra: davvero si vuole portare l’ideologia a scuola?

Fanno riflettere le dichiarazioni rese in diretta e senza mezzi termini da Michela Murgia durante la trasmissione Di Martedi del 7 aprile “La parte interessante del disegno di legge Zan” – ha spiegato –  riguarda i “progetti di formazione nelle scuole, che diventino curriculari […]. Il punto è cominciare a modificare la cultura. Nelle scuole.

“Cambiare la cultura nelle scuole”, ecco l’obiettivo ultimo, fare il lavaggio del cervello ai ragazzi, ancora malleabili, che bisogna plasmare. E quale momento migliore se non in occasione della giornata contro l’omofobia in cui promuovere cerimonie celebrative sulle tematiche Lgbt e gender, da finanziare attraverso lo stanziamento di soldi pubblici?

Difatti, uno dei punti cruciali del disegno di legge è l’istituzione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, fissata per il giorno 17 maggio, giorno in cui nelle scuole, nel rispetto del piano triennale dell’offerta formativa, verranno affrontate tematiche che possono portare ad una evidente una confusione antropologica.  

L’obiettivo dichiarato è quello di considerare il genere uomo e donna una “mera costruzione sociale”. Si parla di identità di genere ma anche di un divenire in una fluidità di genere.

Gli insegnanti di scienze potranno affermare che gli uomini e donne hanno la stessa dignità, ma sono biologicamente diversi?

I libri di testo potranno rappresentare la famiglia con madre, padre e figli oppure in questi casi di potrà essere tacciati di omofobia?

Quanti romanzi della letteratura mondiale potrebbero essere sconsiderati omofobi? E quante opere d’arte? E le religioni?