Associazione libera scuola ripropone il dibattito in cui sono intervenuti, nella diretta Facebook del 5 gennaio, suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche, e l’On. Rossano Sasso, componente Commissione Cultura della Camera, due tra le voci italiane più lucide e autorevoli in tema di scuola.

Una lezione politica in forma di dialogo, una bella testimonianza di impegno e volontà a difesa della comunità scolastica, dove l’istruzione deve essere un “ascensore sociale”, in grado di colmare i vuoti, elevare e rendere liberi.

Con un’analisi coerente e lineare, gli ospiti, accolti dal nostro portavoce Prof. Marco di Martino, partendo dall’inadeguatezza delle infrastrutture e degli edifici scolastici italiani, resa ancora più evidente dalla recente pandemia, hanno affrontato tematiche la cui risoluzione si pone con drammatica urgenza.

Da mesi, l’On. Sasso e Suor Anna Monia Alfieri propongono, con determinazione, interventi di buon senso sulle cause della chiusura: organici carenti, mancanza di aule, mezzi di trasporto, sistemi di aereazione, sinergia tra scuola pubblica e scuola paritaria. Inascoltati.

Si parla di diritto di scelta educativa delle famiglie italiane che non possono decidere in libertà tra una scuola statale e una paritaria, delle difficoltà dei dirigenti scolastici a declinare le opportunità che l’autonomia potrebbe offrire, del precariato, delle problematiche socio-economiche con cui le nuove generazioni, culturalmente deprivate, conviveranno, e delle occasioni che si perderanno se non si farà ripartire bene il nostro Paese.

Suor Anna, a riguardo, ci offre come spunto di riflessione una domanda molto seria: la classe politica attuale desidera veramente che la scuola riprenda? I numeri parlano chiaro: “1 milione e 600mila alunni non raggiunti dalla dad, 300 mila alunni disabili in condizione di isolamento, 34 mila alunni che hanno già abbandonato la scuola, manovalanza fresca per mafia e camorra”.

Purtroppo oggi tutto ciò viene vissuto in modo ideologico, proponendoci un prezzo che non possiamo pagare: la vita dei nostri figli.

Va riaperta la scuola, perchè è emancipazione e ascensore sociale, e lo deve fare il Parlamento: la scuola non può essere lasciata nelle mani della singola persona! “Purtroppo- commenta l’On Sasso- non ce lo consentono”, e difatti assistiamo ad un susseguirsi di DPCM e questioni di fiducia, ma non bisogna cedere. Dobbiamo ripensare a questo impegno in forma di carità e di servizio alla collettività, e, soprattutto, imparare dalla nostra storia, facendo in modo che il Parlamento riacquisisca la sua centralità e ci traghetti fuori da questa grande crisi.

Buon ascolto.