La Ministra illusionista e la scuola che non c’è.

Se non fosse che ci troviamo in uno stato pandemico, ci sarebbe proprio da ridere, ma per lo meno quello che stiamo per raccontarvi può e deve lasciare perplessi tutti.

Inizio di scuola alquanto complesso, orario modificato, comitato covid, normative aggiornate, distanziamento assicurato, formazione sulle norme, su metodologia didattica a distanza e chi ne ha più ne metta, ma… c’è sempre un “ma”. Non arrivano i banchi, i muri delle aule non si possono allargare e ritroviamo 30 alunni per classe, come se quanto avvenuto nei mesi precedenti non fosse mai avvenuto. Nonostante le criticità si arriva all’avvio dell’anno scolastico con orario ridotto, a sostegno della DDI, che spesso rimane mera progettualità sulle carte, ma nella realtà spesso si parla di attività farraginose o non attuate con varie e svariate motivazioni, non ultime la impossibilità di utilizzo delle telecamere nelle aule.

Nonostante tante energie investite per l’avvio dell’anno scolastico, a circa una settimana dall’avvio, il primo caso covid.  Scenario: l’alunno tempestivamente va in quarantena, così anche i docenti (alcuni da subito, altri in tempi diversi appena arriva comunicazione dalla asl). Didattica: per gli alunni in quarantena viene disposta la DAD come da regolamento di istituto approvato, ma nelle altre classi, gli stessi docenti, che sono in quarantena fiduciaria, restano assenti ( e il diritto allo studio di questi ultimi?). Infine i docenti posti in quarantena devono aspettare di poter fare il tampone prima di rientrare e qui ci troviamo dinanzi ad una situazione surreale: alcuni docenti vengono invitati a fare il tampone che risulta negativo e altri attendono l’invito; chi riceve esito negativo al primo tampone rientra  per altri il medico ( se più scrupoloso ) dispone il secondo tampone e poi ci sono quelli che non vengono chiamati dalla Asl, questi ultimi  cosa dovrebbero fare, rientrare o aspettare ?

In tutta questa confusione, doveroso è trarre le conclusioni: nonostante i diversi DPCM, ci rendiamo conto che viene meno il diritto allo studio di molti alunni, forse le scuole chiuderanno, forse rimaranno socchiuse, e l’illusionismo della Ministra svelerà l’incantesimo della scuola che non c’è.

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