Concorso straordinario: i docenti precari come le giraffe nella teoria di Darwin?

E’ ufficiale: il concorso straordinario si farà e da indiscrezioni pare si cominci il 22 ottobre, il calendario delle prove verrà pubblicato in G.U. in data 29 sett pv. Sarà una sola prova scritta con 5 domande a risposta aperta. Si procederà fino a metà novembre, in modo scaglionato e saranno convocate in giorni diverse le diverse classi di concorso.

Il problema del precariato? Per il Governo si risolve con la selezione naturale!

I candidati che hanno presentato domanda per la procedura straordinaria sono stati 64.563. Ma ci sono insegnanti che, per quanto abbiano i requisiti e abbiano pagato la tassa di iscrizione, non potranno partecipare alle prove perché si trovano o potrebbero trovarsi in condizione di isolamento fiduciario forzato o positività al Covid. Per questi colleghi, precari nella quasi totalità dei casi, non è prevista alcuna possibilità di prova suppletiva né di rimborso per le spese sostenute.

L’insegnate precario da anni, escluso dalla procedura perché ha una semplice sintomatologia respiratoria o in quarantena, resterà quindi ancora precario a tempo indefinito.

Ma cosa comporterà un concorso in autunno?

Abbandono delle supplenze fino all’avente diritto per consentire di prepararsi al concorso, sottrazione dai propri compiti di tutti i docenti impegnati nelle commissioni, spostamenti di docenti tra Regioni mediante l’utilizzo di mezzi pubblici per coloro che hanno già preso servizio, dal nord al sud e viceversa, sanificazione prima e dopo dei locali scuola, con ingressi di docenti estranei in quegli istituti. Ci sarà una commistione di persone che si voleva evitare, tant’è che è fatto divieto anche ai genitori di entrare in alcune scuole, oltre all’impossibilità, come suddetto, per chi è in quarantena magari per il verificarsi di un caso covid nella propria scuola, di poter prendere parte alla selezione.

Se da una parte si reitera la dichiarazione dello stato di emergenza, dall’altra come è possibile che si svolga una selezione che non ha neppure l’elemento dell’urgenza visto che la presa servizio in esito al concorso è prevista per il prossimo settembre 2021?!

Ma cosa importa, il Governo ha deciso di andare comunque avanti e di non riconoscere il lavoro dei docenti precari, negando per mere ragioni ideologiche un concorso per titoli e servizio. Questa soluzione, oltre a riconoscere il lavoro e recepire la normativa europea, avrebbe difatti permesso di avere in cattedra già dal primo settembre le decine di migliaia di docenti con almeno 3 anni di servizio. Ne avrebbe giovato l’intero sistema scolastico nazionale, in ginocchio a causa di scelte politiche contrarie al corretto funzionamento della scuola pubblica statale.

Als consiglia vivamente a coloro che non potranno partecipare alle prove perché si trovano in condizione di isolamento fiduciario forzato o positività al Covid di inviare, con racc A/R o a mezzo pec, formale istanza di ammissione alla prova suppletiva. L’istanza va invata al Miur e all’USR sede di concorso. Si allega fac simile.


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