REFERENDUM PER IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI: ALS DICE NO!

Associazione Libera Scuola si schiera per il NO al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre per un semplice motivo: siamo contrari a questo modo di fare politica!
Non siamo strettamente contrari alla riduzione del numero dei parlamentari, ma questo tema merita di essere riconsiderato con la rappresentanza e con il pluralismo di rappresentanza in Parlamento delle Regioni con una densità di popolazione più bassa, e delle regioni del Sud in particolare. Quanti sarebbero i rappresentanti di questi Regioni? Quale percentuale sarebbe necessaria per conquistare un seggio in Parlamento? Pensiamo ad es. alla Basilicata, al Molise, ecc.
La democrazia sarebbe ancora significativamente rappresentativa? Gli eletti sarebbero espressione della volontà popolare o, ancor di più, delle scelte dei partiti?
Ma non sono soltanto questi i motivi principali.
Questo referendum nasce dagli slogan e manca di una visione sistemica.
Se si intende modificare la Costituzione è necessario un progetto che consideri tutti gli aspetti connessi alla rappresentatività democratica.
Non sono dati sapere ( forse dopo), per ora ci sono solo slogan!

Un Parlamento “ridotto” sarebbe più efficiente? Falso

Falso perchè l’efficienza dipende dalle regole parlamentari!
Si ridurrebbero i costi di 100 milioni l’anno.
Vero, algebricamente vero, anche se questo valore è solo una piccola frazione di quanto è stato speso, per esempio, per i banchi in plastica (o plastilina?) rottama libri ; ciò per dire che 100 milioni sono solo un’inezia nel bilancio dello Stato e ci sarebbero molti altri modi per risparmiare molto di più.
Ma è anche falso, politicamente falso: le spese di rappresentanza della volontà popolare in una democrazia sono investimenti, e purtroppo, a volte si sono rilevati cattivi investimenti. E chi parla per slogan (parliamo dell’attuale Governo) è un cattivo investimento, gli slogan non riescono a celare la mancanza di visione politica, la capacità di progettare il futuro.
E non possiamo accettare che costoro intendono aprire la Costituzione come “una scatoletta di tonno” , tanto poi abbiamo capito cosa significano per costoro le scatolette di tonno.
La Costituzione è una cosa terribilmente seria, si può modificare, ma ciò richiede un’analisi seria ed approfondita, un progetto e, sinceramente, non ce la sentiamo di mettere sullo stesso livello i padri costituenti con i promotori di questo referendum.

Non scherziamo con la Costituzione come finora è stato fatto con la scuola.

Forse per costoro il referendum è una mano di vernice per nascondere un fallimento che è più ideale che politico, lo abbiamo capito, ma non scherziamo con la Costituzione come finora è stato fatto con la scuola. Abbiamo spesso criticato la Ministra Azzolina per gli stessi motivi, ha mascherato o, forse, non ha inteso i veri problemi connessi alla riapertura della scuola con trovate estemporanea, ma non è solo colpa sua. E non solo perché la Ministra è espressione di questo Governo, ma principalmente perché i ministeri interessati non sono stati capaci di operare sinergicamente. E questi ministeri sono almeno 5: Istruzione, Trasporti, Interni, Salute e Finanze.
Allora è un problema di Governo, formato da un lato da un partito promotore della riforma e, dall’altro, da un partito che non si sa ancora se è favorevole o meno alla riforma, visto che ha votato contro la relativa legge.
E a costoro dovremmo mettere in mano la nostra Costituzione?
NO, GRAZIE!



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