Inizio anno scolastico 2020/21: l’augurio di ALS.

“… fatti non foste a viver come bruti …”

Il desiderio di conoscere fu ciò che spinse Ulisse ad abbandonare il noto per l’ignoto.

Tra pochi giorni gli studenti affronteranno l’ignoto, una situazione scolastica fuori dal noto, dall’abituale scansione ritmica fine anno scolastico-vacanza-preparativi per il nuovo anno. Non c’è stata la “fine” dell’anno passato, con saluti e baci, con i tabelloni affissi ai vetri della scuola e tutti assiepati a leggere i voti. La vacanza – per chi ne ha fatta – non è stata ciò che l’etimo della parola suggerisce: vacans, temporanea cessazione dell’attività, ossia quella condizione di essere vacante, perché mai si è rimasti “vacanti” di preoccupazioni e timori. E i preparativi…quali preparativi? Cosa si prepara? Libri cartacei o tablet? Mascherine e gel nello zaino o fornite dalla scuola?

Ma chissà se l’ignoto appariva ad Ulisse più inquieto di quanto quest’anno scolastico appaia agli studenti. Certo la fotografia della scuola, abbandonata improvvisamente sei mesi fa, non coinciderà con l’immagine della scuola che troveranno. Adesivi gialli a indicare percorsi obbligati, linee e punti rossi per individuare postazioni irremovibili e cartellonistica sconosciuta restituiranno una scuola diversa e aliena.

Ma l’ignoto assume anche le note del torbido per gli adolescenti che non conoscono ancora la dislocazione delle loro aule, che non sanno chi saranno i loro compagni con cui seguiranno le lezioni, che non hanno la più pallida idea di quali docenti impartiranno loro le lezioni di quelle discipline che sono il nerbo della cultura.

Tuttavia, agli studenti si rivolge lo stesso invito che Ulisse fece ai suoi compagni: “Considerate la vostra semenza”. Ciò che, infatti, strappa all’abbrutimento è la conoscenza e mai, come in questo momento, il genere umano ha avuto maggiore bisogno di ingegno. Attenzione, però, perché l’ingegnosità da sola non basta; va accompagnata da una riflessione sull’utilizzo delle doti e del talento.

“… ma per seguitar virtute e canoscenza”.

La virtù accompagna e anticipa la “canoscenza”, anche nella vita degli uomini la saggezza, intesa come consapevolezza e responsabilità delle proprie capacità, deve accompagnare e precedere le capacità intellettive.

Ragazze e ragazzi, abbiate il coraggio di Ulisse, andate oltre le Colonne d’Ercole, sfidate l’ignoto con le armi della cultura perché è il solo mezzo che dà forma all’impalpabile e senso all’indecifrabile.

Comitati scientifici, Ministri e dirigenti hanno fatto ciò che era nelle loro possibilità… ora tocca a studenti, genitori e docenti prendersi “cura” della scuola. Riscoprendo G. Semerari, è possibile trovare nella capacità di prendersi cura del mondo e di aver cura degli altri una via per sfuggire all’“insecuritas” esistenziale. Usufruire della riflessione, costruire forme di collettività e delineare spazi politici di relazione, confronto e condivisione sono le uniche “tecniche di rassicuramento”, tanto nella filosofia di Semerari, quanto nella scuola di oggi, perché…

  “… fatti non foste a viver come bruti, ma per seguitar virtute e canoscenza.

    prof.ssa Giuseppina Mastrapasqua

    membro dell’Associazione Libera Scuola

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