ALS nelle piazze italiane per dare voce al mondo della scuola: prima tappa Napoli, p.zza Matteotti.

Nel corso dei lavori degli “ Stati Generali della Scuola” tenutisi a Bari a fine agosto u.s., ALS ha ascoltato decine di associazioni di genitori, studenti, docenti di ruolo, docenti precari, dirigenti scolastici, Dsga, ATA, scuole paritarie e studenti universitari.

Ma non basta! Le varie istanze, le perplessità relative a questa difficile ripartenza delle scuole, e soprattutto le proposte presentate, vanno condivise con le famiglie. E tutte le piazze sono e saranno l’occasione per ALS per poter dare voce al mondo della scuola.”

Tutti siamo consapevoli della situazione in cui versa la scuola da anni, aule fatiscenti, poco personale, classi pollaio, eppure i docenti, dirigenti scolastici e tutti quelli che la scuola la vivono hanno sempre stretto i denti e sono andati avanti, educando e formando generazioni, tra innumerevoli difficoltà e poche, pochissime risorse.

Questa pandemia ha messo ancora di più a nudo la drammaticità della situazione! E ALS lo ha denunciato venerdi sera, 11 settembre, in P.zza Matteotti, a Napoli.

La soluzione che il Governo ha “partorito” : investire milioni di euro in banchi monoposto, banchi con le rotelle, parte degli alunni in presenza e parte a casa da remoto, misurazione della febbre a casa, finestrini dei mezzi di trasporto e finestre delle aule aperte anche d’inverno!

Risultato? Dopo 6 mesi ci ritroviamo con le stesse aule, con 60.000 cattedre scoperte, lo stesso numero di alunni in classe e 12 milioni di famiglie che non sanno in che modo i loro figli frequenteranno la scuola e se realmente sarà tutelata la loro salute!

Ma era così difficile pensare di ridurre al minimo il rischio contagio diminuendo il numero di alunni per classe? Bastava investire quei milioni di euro affittando le aule delle scuole paritarie (ormai sul lastrico!) e assumere più personale, stabilizzando, ad esempio, i docenti precari storici, quelli che da anni tengono in piedi la scuola, quelli che da anni formano i nostri figli!

Invece no! È iniziata una vera e propria campagna vessatoria nei loro confronti! Si ostinano a dire, nei vari salotti televisivi, che la Costituzione impone i concorsi per accedere ai ruoli nella Pubblica Amministrazione. La verità è che la nostra Costituzione non delinea le procedure concorsuali, tanto è vero che i concorsi si possono espletare anche solo per titoli e servizio, così come ha spesso dichiarato lo stesso Presidente del Consiglio Conte, che è diventato professore ordinario all’Università grazie all’invio del plico con i titoli! Senza parlare poi della Direttiva Europea 70-99, recepita con il DLgs 368/2001, che ci impone la stabilizzazione dei lavoratori con 36 mesi di servizio!

Ma lo scempio nei confronti dei  docenti precari è stato perpetrato con le nuove graduatorie provinciali, tanto volute dall’attuale Ministro dell’Istruzione, piene di errori nei punteggi e volutamente penalizzanti per coloro che prestano servizio nella scuola da 5, 10, 15,…anni! In queste graduatorie i docenti precari storici si sono visti scavalcare da neo laureati, con zero servizio, ma con qualche assegno di ricerca! Persone che nella scuola non hanno mi messo piede da docente!

E vogliamo parlare dei DM? Maestre e maestri che dopo aver superato anche l’anno di prova sono stati licenziati ed molti esclusi dal concorso straordinario e che, da due giorni, hanno iniziato lo sciopero della fame come protesta nei confronti del Ministro Azzolina!

Intanto si annunciano prossimi concorsi ad ottobre… la scuola inizia tra pochissimi giorni e mancano tantissimi docenti in cattedra! Ma vi pare il momento di bandire concorsi ai quali parteciperanno migliaia di persone? E i costi da sostenere per farli? Una pazzia tutta italiana in questo difficile momento storico!

Ecco l’intervento:

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