Concorso DS 2017: come un accesso agli atti è diventato un ascesso.

Cronistoria di un diritto (l’accesso alla documentazione amministrativa) che è diventato una situazione “purulenta” e fastidiosa per il Ministero dell’istruzione (figuratamente un ascesso).

Tale è l’esito di un procedimento che in uno stato di diritto avrebbe garantito ai concorrenti del Concorso 2017 per dirigenti scolastici di accedere regolarmente alle prove scritte degli ammessi alla prova orale e che, invece, dopo differimento, è stato negato. Tre sentenze del TAR Lazio non sono bastate a convincere il MI a ostendere la documentazione richiesta dagli accedenti; tutt’altro, il Ministero si ostina a secretare atti per natura pubblici.

L’Avvocatura generale dello Stato difende il MI dalla “spendita di complessa attività amministrativa volta al reperimento dei numerosi documenti” – immemore della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, secondo il CAD – e si appella al Consiglio di Stato.

Il Giudice di secondo grado accoglie l’istanza cautelare e sospende l’esecutività della sentenza del TAR e fissa l’udienza per l’autunno 2020. Il 29 ottobre p.v. sarà celebrata l’udienza: saranno concesse finalmente queste prove scritte dei concorrenti? Questo ascesso sarà rimosso dal Ministero?

Ma il MI si è rivelato ostruzionista anche per l’accesso ai dati informatici del Cineca, il Consorzio Interuniversitario che ha gestito a livello informatico le prove dello stesso Concorso. Anche in questo caso, nonostante il TAR abbia chiarito che i codici sorgente dei software utilizzati nella procedura concorsuale rientrino nella fattispecie degli atti amministrativi, dunque ostensibili in egual modo, e abbia ordinato al MIUR e al Cineca di consegnarli ai ricorrenti con ben due sentenze, questi ultimi si ritrovano ancora oggi ad attenderne l’ostensione. Eppure, con una perizia potrebbe essere sciolto ogni dubbio sul corretto funzionamento del software durante la prova scritta, sulle operazioni di correzioni, sulla corretta conservazione dei dati e sulla garanzia di un anonimato tutelato. Invece, per ogni legittima richiesta di accesso agli atti, i ricorrenti si ritrovano a reclamare un diritto tutelato dalla Costituzione, da Leggi dello Stato e da una corposa giurisprudenza, nei Tribunali.

Il tema è stato trattato in maniera puntuale in occasione degli “Stati Generali della Scuola” tenutisi a Bari il 28 e 29 agosto u.s. Di seguito l’intervento.

La problematica è stata altresì rappresentata alla parte politica che ha accettato l’invito (aperto a tutti), e quindi al Sen. Matteo Salvini, al sen. Pittoni, alla sen. Alessandrini e all’on. Sasso, affinchè un serio intervento possa esserci davvero.

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