Aperture scuole a settembre, ma quando?

Il Ministero ha diffuso in questi giorni una nota in cui dichiara di proporre, quale inizio delle lezioni in presenza, lunedì 14 settembre.

Il 20 settembre, tuttavia, è previsto il ritorno alle urne, una “election day” per votare sul Referendum taglio dei Parlamentari, elezioni Amministrative e elezioni Regionali. Quindi, calendario alla mano, le scuole aprirebbero il 14 per essere poi chiuse il 19 ed essere riaperte dopo due giorni di seggi, più uno di spoglio delle schede e chissà quanti di sanificazione. Insomma si farebbe una settimana di lezioni e una di riposo, senza dimenticarci poi dell’eventuale ballottaggio!!

Possiamo permetterci tutto questo dopo tre mesi in cui abbiamo visto una “scuola a metà”, in un Paese in cui le istituzioni centrali hanno fatto davvero poco e troppo lentamente per il ridurre “digital devide” cognitivo e tecnologico?

Possiamo permetterci queste discontinuità nel prossimo anno scolastico, in cui molti studenti della scuola secondaria di secondo grado sono tenuti a recuperare gli apprendimenti in svariate discipline, emersi dallo scrutinio di questo fine anno scolastico?

La scuola non può permettersi distrazioni, né interruzioni o pause lunghe, tuttavia ha bisogno di regole chiare e certe sin d’ora, perché non è più pensabile che si ripeta quanto inopportunamente è accaduto quest’anno, quando nel bel mezzo dell’anno scolastico la ministra Azzolina ha gettato la spugna in barba al merito, all’inclusione e alla valutazione degli alunni, come si evince non solo dai proclami mass-mediali, precedenti alle pubblicazioni di provvedimenti, decreti e ordinanze che non hanno garantito né la tutela dei diritti degli studenti né tantomeno i diritti degli insegnanti, annullando magistralmente l’esercizio della prerogative docimologiche connaturate alla funzione docente. 

Secondo l’ALS la soluzione dovrà essere trovata dal ministero dell’Interno, che dovrà volgersi non verso il MI, ma altrove. In tempo di pandemia si può bussare alla porta del Ministero della Difesa, Ministero della semplificazione pubblica, Ministero dei rapporti Stato Regioni, in modo da ricercare con le Regioni, con gli enti locali e con le altre Istituzioni pubbliche territoriali alternative sulle locations per l’allestimento di seggi elettorali. Ricordiamoci che i militari già hanno esercitato il loro diritto di voto nei luoghi di servizio. Le strutture militari, tra cui le caserme,  possono essere utilizzate per le prossime consultazioni. Ogni Comune, inoltre, dispone di uffici comunali, biblioteche, palestre, e strutture polifunzionali, etc.

Chi ci vieta di utilizzarli? Un razionale utilizzo delle risorse determinerà immediati benefici, derivanti dal minor “spreco” di risorse logistiche, infatti, per pochi spazi elettorali finora si è costretti a chiudere interi plessi con aule, laboratori, palestre, uffici ed altro. Le risorse scolastiche sono funzionali al raggiungimento di finalità educative, non per scopi politico-elettorali.

Per cui, sanificate e rese idonee alle attività didattiche, le scuole devono essere restituite agli studenti che hanno bisogno di riappropriarsi dei luoghi e degli strumenti imprescindibili per la formazione. Alunni e famiglie ci chiedono rispetto per i figli continuamente sballottati, non si può  ulteriormente sprecare tempo e risorse. E’ tempo di rialzarci e tornare a scuola per realizzare il nostro futuro.

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