Scuola. Il distanziamento fisico, le misure di igiene e la prevenzione: ecco le linee guida per il rientro a settembre.

IN QUANTE SCUOLE SARA’ DAVVERO POSSIBILE ATTUARLE?

Sarà praticamente irrealizzabile il distanziamento previsto, nelle nostre attuali aule gli spazi non sono sufficienti.
I soldi stanziati per rinnovare la nostra edilizia scolastica sono scarsi, ergo linee guida inutili. E quindi, anziché investire sull’edilizia, si pensa di risolvere il problema con le “mascherine“.
Affrontiamo l’argomento: in numerosi paesi europei non sarà obbligatorio indossarla per gli studenti, ma solo per i lavoratori. In Italia, invece, gli studenti sopra i 6 anni obbligati ad indossarla anche per 5 ore. I genitori sono preoccupati, perchè c’e il dermatologo che parla di rischio micosi e dermatiti, c’è l’ immunologo in allerta, perchè sotto la mascherina i germi si moltiplicheranno e senza contatti sociali il sistema immunitario si può indebolire.
Ma la domanda è: chi copre i costi?
8 milioni di studenti = 8 milioni di mascherine al giorno.
I 331 milioni stanziati per il capitolo sicurezza nella scuola, che riguardano varie voci (edilizia, dpi ecc.) sono evidentemente insufficienti.
Alla fine il costo delle mascherine finirà sulle famiglie (dato non trascurabile in un periodo di crisi del genere, pensate a chi ha 2 figli e moltiplicate per un mese).
Ingressi scaglionati e differenziati? Provate per un momento a pensare ad una mamma o ad un papà che deve timbrare il cartellino alle 8.30, e si vede l’ingresso del bambino posticipato dalle 8.15 alle 8.45.
Caos totale a settembre!.
Salta tutto nell’organizzazione della famiglia.
Se queste sono le linee guida, figuriamoci poi ciò in cui saranno trasformate dal M.I.

Per mamme e papà la fase 2 è anche questa: stare tranquilli sui figli a scuola.
Bisogna potenziare gli investimenti per la nostra edilizia scolastica, prevedere ambienti scolastici diversi, ( la maggior parte dei nostri istituti risale a 40-50 anni fa), garantendo l’accesso a tutti a scuola, superando la follia della didattica a distanza per 3 giorni e la didattica a distanza per gli altri 3, utilizzando magari la didattica esperienziale.
Mentre 10 studenti sono in classe (garantendo dunque il distanziamento) altri 10 potrebbero essere impegnati in laboratorio, in teatro, in palestra,ecc.

Questa emergenza ci costringe a superare il concetto di didattica tradizionale, e non è detto che sia un male …

Purtroppo si è perso tanto tempo, e nonostante manchino 3 mesi circa al suono della campanella, non si vedono volontà e scintille.
Se a questo si aggiunge il disordine totale su precari, graduatorie, assunzioni e concorsi, si prevede purtroppo il caos totale nel nostro sistema d’istruzione statale.
Quello privato, è già in fin di vita!

Si allega link sulle linee guida https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-dal-distanziamento-alle-modalita-di-ingresso-ecco-le-indicazioni-del-comitato-tecnico-scientifico-per-settembre?fbclid=IwAR1wx8OctuhJySXyCNBF7X5DQ0A-H5oVQfFVDcLxCoTnBbvfemmGa_uXO0o

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