Educazione Civica: chi la insegnerà?

INSEGNAMENTO OBBLIGATORIO A SETTEMBRE, MA AD OGGI NON CI SONO LE LINEE GUIDA !

A cura della Prof.ssa Avv. Alida Berardi, socia dell’A.L.S.

La legge 20 agosto 2019, n. 92 entrerà a regime già dal prossimo anno scola-stico 2020/2021, con l’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione Civica in ogni ordine e grado del sistema di istruzione nazionale.

 

Ma chi insegnerà detta disciplina?

La risposta è nell’art.2 della stessa legge, ove il comma 4 precisa che: “nelle scuole del primo ciclo l’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo di istituto”.
“Nelle scuole del secondo ciclo la materia è affidata “ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia” mentre, il 5° comma dello stesso articolo 2 stabilisce che per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente con compiti di coordinamento, incarico che prevede anche la responsabilità di proporre il voto in sede di consiglio di classe.

Dunque, la legge non ha previsto un organico ad hoc per l’impartimento della Educazione Civica e neppure alcun finanziamento aggiuntivo per la sua realizzazione; insomma, una riforma a “buon mercato”, come accade di frequente, ove le uniche risorse dedicate sono quelle previste per la formazione e aggiornamento dei docenti già messe in conto dalla legge 107/105.

Quindi, anche l’insegnamento della Cittadinanza e Costituzione si con-figura come un progetto trasversale declinato all’interno delle varie materie disciplinari, quale retaggio di una normativa precedente che, già fin dal 2008, contemplava l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” all’area storico-geografica (Legge n.169/2008).

A ben vedere, tale assetto svilisce la disciplina in questione sottraendole efficacia e pregnanza e rendendo solo frammentate e dispersive le proposte sui contenuti disciplinari che la riguardano.

Eppure l’ambito dell’educazione civica ricomprende i valori portanti della nostra convivenza civile e il presupposto necessario per preparare i giovani a diventare quei cittadini responsabili e attivi in un mondo ormai globalizzato; compito quest’ultimo del quale la scuola dovrà farsi principalmente carico!

L’insegnamento della Cittadinanza e Costituzione, dunque, non può che essere un progetto didattico verticale, cioè che ha inizio fin dall’infanzia e prosegue fino all’ultimo anno della scuola media superiore.

Ma vi è di più!

Anche il concetto di legalità è altresì strettamente connesso a quello di cittadinanza, poiché legale non è solo ciò che è conforme alla legge, ma anche ciò che l’essere cittadino garantisce in termini di giustizia e convivenza civile. In qualsiasi comunità è indispensabile darsi delle regole per garantire il rispetto e la libertà di ognuno, anche in coerenza del ricordo che si celebra in questi giorni di tutti coloro che hanno perso la vita nel mettersi a disposizione del paese, in difesa proprio della legalità e dei valori che ne costituiscono il fondamento.

Ebbene, l’educazione alla cittadinanza contribuisce alla formazione di giovani menti responsabili e pronte a partecipare attivamente alla società atteso che educare alla legalità e cittadinanza vuol dire trasmettere e diffondere i valori della persona e della democrazia, con la coscienza che tali valori devono essere vissuti nella reciprocità tra soggetti dotati di eguale dignità e impegnati ogni giorno nella conquista di quelle garanzie sociali da proteggere e conservare nel tempo.

Fondamentale diventa, quindi, il rispetto dei diritti umani quale base della nostra democrazia che si sostanzia nel sostegno delle diversità culturali e sociali come anche negli stili di vita sostenibili, nella promozione della cultura della pace, del rispetto per l’ambiente come della privacy altrui.

Tutto ciò rende la suddetta disciplina di valore cruciale e dai contenuti specifici che devono essere impartiti esclusivamente da docenti cultori della materia e, quindi, dai cosiddetti “giuristi” poiché solo i docenti formati attraverso lo studio del diritto sono in grado di trasferirlo ai discendi in tutta la sua essenza e nelle sue implicazioni ermeneutiche.

In particolare, solo l’abilitato in discipline giuridiche ed economiche, appartenente alla classe di concorso A046, potrà insegnare “Cittadinanza e Costituzione”, per cui, al fine di scongiurare qualsiasi forma di improvvisazione, sarà necessario ampliare l’organico di diritto in ogni ordine e grado del sistema di istruzione, inserendo personale qualificato come appunto coloro che appartengono alla citata classe di concorso.

Pertanto, è giusta la previsione normativa di cui al comma 4 dell’articolo 2 della legge 92/2019, per ciò che concerne la scuola secondaria superiore, quando prevede che “nelle scuole del secondo ciclo, l’insegnamento è affidato ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche”, ma deve essere rivista la parte in cui è precisato “ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia”.

Confidiamo, allora, che al più presto vengano emanate corrette linee guida che possano interpretare e applicare con chiarezza una riforma varata ormai da due anni, finora soltanto sbandierata per mera convenienza, con la inevitabile conseguenza di generare confusione tra gli operatori scolastici e con il rischio ulteriore che possa rivelarsi un altro grande bluff della scuola italiana! 

 

2 pensieri su “Educazione Civica: chi la insegnerà?

  1. Il 5° comma dello stesso articolo 2 stabilisce che per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente con compiti di coordinamento, incarico che prevede anche la responsabilità di proporre il voto in sede di consiglio di classe.
    La questione è 1)chi affida l’incarico
    2) chi individua il docente con compiti di coordinamento 3) se l’incarico è obbligatorio 4) quest’incarico aggiuntivo come sarà retribuito?

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