Lettera aperta – “A scuola, oggi: riapriamo le scuole in sicurezza”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta che un piccolo gruppo di donne, professioniste e madri, hanno deciso di inviare al Presidente del Consiglio, al Comitato Tecnico Scientifico e al ministro Azzolina per portare le istanze dei più giovani all’attenzione dei decisori politici.

Le principali richieste, condivise anche dall’Ass.ne Libera Scuola, possono essere così sintetizzate:

– che i minori italiani vengano trattati con la stessa dignità e rispetto degli adulti, che vengano considerati nelle decisioni e come interlocutori cui rivolgersi,

– di considerare l’Istituzione Scolastica come un organismo eterogeneo e flessibile, per il quale è possibile pensare cambiamenti che lo pongano in linea con le misure straordinarie necessarie per la gestione della pandemia,

– che nel progettare la riapertura per il prossimo anno scolastico non si utilizzino misure di emergenza ma una modalità di ristrutturazione del sistema scolastico che consenta la frequenza in presenza anche in condizioni straordinarie come questa.

Si riporta uno tralcio della lettera.

“In questo senso ci sembra importante anche considerare la scuola nelle sue varie articolazioni, come un percorso che vede diverse tappe di crescita. Ci sembra infatti che le proposte finora anticipate dal Ministero non tengano debito conto delle sostanziali differenze che ci sono tra i vari modi di organizzare l’apprendimento nella scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.

E’ evidente tuttavia che le esigenze e il vissuto di un bambino o di una bambina delle prime classi primarie non possono essere le stesse di quelle dei suoi compagni più grandi, in termini sia di modalità di apprendimento, sia di movimento e relazione con i pari e con gli adulti. Chiediamo quindi soluzioni dettagliate, che tengano conto di queste specificità che rappresentano, in definitiva, la vera ricchezza del panorama scolastico italiano.

Chiediamo che, superata la fase di assestamento e di emergenza più stringente, la didattica a distanza venga considerata esclusivamente come misura eccezionale, da limitare alle situazioni di effettiva emergenza ossia per chi si trova in quarantena ed è impossibilitato alla presenza. Riteniamo infatti che la didattica a distanza sia un forte limite all’inclusione sociale che la scuola rappresenta e inoltre, specialmente per gli alunni delle primarie, ma non solo, rappresenti un forte vincolo per le famiglie richiedendo la presenza dei genitori ed impattando così sul bilancio familiare.

Misure come il bonus baby-sitter e l’estensione del congedo parentale sono misure palliative che limitano in maniera significativa l’attività lavorativa dei genitori, in particolare delle madri, e gravano sul bilancio economico delle famiglie, comportando un ulteriore svantaggio economico per chi già si trovava in difficoltà

Ecco il link alla lettera integrale https://drive.google.com/file/d/1Gf_Vsk0FVYDqX8tmYNQzH6cbZw97vrXp/view e quello alla petizione disponibile online http://chng.it/mnDzVJ7jF8.

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